DOMANDE FREQUENTI

Il collagene che utilizziamo nelle nostre produzioni proviene da bovini o da pesci, a seconda del prodotto.

È la domanda più frequente che ci viene posta, non tanto dai pazienti, quanto dai medici. La risposta merita un approfondimento, perché riguarda aspetti di chimica, biochimica, fisiologia e farmacologia.
Considerando la quota presente non solo nella cute e nell’apparato osteoarticolare, dai quali è normalmente estratto sotto forma di gelatina in polvere, ma anche in altri tessuti e nelle secrezioni, il collagene ammonta al 25-35% del contenuto proteico, corrispondente a circa l’8-10 per cento del nostro peso corporeo. È inoltre la proteina più versatile sia per le conformazioni che è in grado di assumere, sia per i suoi ruoli fisiologici. È presente nelle ossa sotto forma di matrice organica, deputata al deposito dei sali minerali che conferiscono allo scheletro la rigidità necessaria per sostenere il peso delle parti molli (Guyton, Hall, 1996). È la principale componente delle cartilagini e del liquido sinoviale, dove dispone di enzimi che impediscono il deposito dei sali minerali, così da non bloccare le articolazioni. Si trasforma in un colloide nel muco che riveste le mucose e la cute lesa, prima proteggendole e poi nutrendole con gli aminoacidi provenienti dalla sua disgregazione. Fornisce un terreno di cultura ideale, infine, ai processi biochimici intra- ed extra-cellulari che pullulano all’interno dell’organismo.
Il collagene è anche la proteina più esposta ad una perdita continua, attraverso i capelli, le unghie, la desquamazione della cute e le secrezioni. Secondo calcoli attendibili, nell’adulto la quota persa giornalmente ammonterebbe a circa 7–10 g. A differenza delle altre proteine, che dentro l’organismo sono in larga misura riciclate nei loro componenti elementari, la maggior parte di questa quota di collagene può essere ricostituita solo attingendo alle proteine d’origine alimentare. Ne deriva un rischio carenziale particolarmente elevato, perché il rifornimento degli aminoacidi necessari per la rigenerazione del collagene dipende, non solo dalla quantità di proteine ingerite, ma anche dall’efficienza del sistema digerente, efficienza che si riduce con gli anni, oltre che per effetto di diverse condizioni morbose acute e croniche. La perdita dei capelli, la fragilità delle unghie e il raggrinzimento della cute sono riconducili, assieme ad altri fattori e cofattori, al suddetto quadro carenziale. Questo dato è confermato dai risultati favorevoli ottenuti con la somministrazione orale di collagene idrolizzato, che fornisce all’organismo le quantità di aminoacidi necessarie per compensare la perdita di collagene e consentirne la rigenerazione.
Detto questo, a seconda del tessuto in cui si trova, il collagene viene classificato con i numeri romani: I,II etc. Il collagene di tipo I è quello più presente nell’organismo e si trova nelle ossa, nei tendini e nella pelle; quello di tipo II si trova principalmente nelle cartilagini. La composizione del collagene è sempre la stessa: i mattoncini di cui è composto, gli aminoacidi, non cambiano in termini di composizione, né dal punto di vista qualitativo né da quello quantitativo. Quello che cambia è la sua struttura, che è determinata da un aminoacido particolare, l’idrossiprolina, in grado di conferire rigidità, e quindi la struttura nello spazio.
Il punto è che noi non assorbiamo il collagene come tale, perché il nostro organismo, attraverso la digestione, lo riduce ai mattoncini che lo costituiscono (cioè gli aminoacidi) e che vengono assorbiti. Una volta assorbiti, gli aminoacidi vengono “riassemblati” nei tessuti a formare il collagene.
Immagini di avere 1000 mattoncini Lego di 20 colori diversi; alcuni colori prevarranno su altri, quando vengono legati tra loro formano il collagene e, a seconda di come vengono assemblati, formeranno un collagene di tipo diverso. L’organismo, quando digerisce, stacca quei mattoncini e li assorbe ad uno ad uno. Una volta che li ha assorbiti, ricompone la costruzione, che sarà diversa a seconda del tessuto.
Veniamo quindi al dunque: se cambia solo la struttura e non la composizione del collagene, prescindendo che sia di tipo I o II, ha senso dichiarare che il collagene che usiamo è di tipo I o II?
Ancora, il collagene che utilizziamo ha già subito un’idrolisi (cioè la frammentazione in aminoacidi, che lo rende ancora più assorbibile): pertanto, dichiarare che è di tipo I o II sarebbe una manovra puramente commerciale e poco scientifica.

La scelta di un collagene di mammifero o di pesce rispettivamente per gli impieghi sistemici e topici è dettata dal fatto che la composizione in aminoacidi del primo corrisponde esattamente a quella del nostro organismo, che utilizza questi elementi per rigenerarsi. La scelta del secondo è dettata invece dalle sue caratteristiche fisiche, che ottimizzano l’effetto barriera di superficie.
Probabilmente non esistono ingredienti alimentari altrettanto garantiti e controllati, dal punto di vista della sicurezza, quanto il collagene.
In alternativa al collagene di origine animale, è teoricamente possibile ricorrere a una miscela di aminoacidi di origine sintetica, miscelati in proporzione corrispondenti a quelle rilevabili nel collagene d’origine animale. Questa soluzione, che potrebbe soddisfare chi rifiuta per diversi motivi gli alimenti di origine animale, si è rivelata difficilmente praticabile perché l’assorbimento di aminoacidi singoli è eccessivamente rapido e fugace.
In alternativa al collagene di mammifero può essere impiegato quello di pollo, che come composizione si avvicina a quella del mammifero, anche se non in modo completo.

Nel passato l’impiego alimentare del collagene è stato compromesso dalla presenza di composti tossici, chiamati prioni, implicati nella BSA (la cosiddetta “mucca pazza”), ma questo rischio è stato scongiurato con l’adozione di misure rigorose, che ne garantiscono la sicurezza.
Tutte le materie prime che compongono i nostri prodotti sono documentate da certificati di analisi. Il trattamento di idrolisi e purificazione che subisce il collagene per arrivare alla polvere che viene utilizzata, consente di eliminare ogni possibilità di contaminazione BSE e qualunque forma di materiale inquinante, compresi i metalli pesanti. Il collagene, assorbito come tale, può causare una reazione autoimmunitaria, ma tale pericolo sussiste solo con la somministrazione parenterale. Non sono noti effetti collaterali all’uso di collagene. Tuttavia è sconsigliato, o va assunto sotto stretto controllo medico, nel caso di malattie che impongano una drastica riduzione dell’apporto proteico. Inoltre, consigliamo sempre di far riferimento al proprio medico in caso di gravidanza e in pediatria.

Tutte le materie prime che compongono i nostri prodotti sono documentate da certificati di analisi. Il trattamento di idrolisi e purificazione che subisce il collagene per arrivare alla polvere che viene utilizzata, consente di eliminare ogni possibilità di contaminazione BSE e qualunque forma di materiale inquinante, compresi i metalli pesanti.

Il collagene è una proteina del regno animale, non presente nelle piante: quindi, non esiste un “collagene vegetale”. Così quando si parla di creme o olii a base di estrazioni dalla soia o da altre piante che contengono “collagene vegetale”, dobbiamo sapere che, pur avendo un certo fascino, sono sostanze che nulla hanno a che fare con il vero collagene.

Il collagene contenuto nei nostri prodotti è parzialmente idrolizzato: questo significa che è pre-digerito in una forma che consente il prolungamento del tempo di assorbimento.

Con la frase “i risultati non sono assicurati e possono variare da persona a persona” intendiamo dire che la risposta dell’organismo all’integrazione di collagene è variabile.
Supreme ossa e articolazioni® è un “farmaco naturale”, della classe degli integratori, pensato per soddisfare le esigenze metaboliche dell’apparato osteoarticolare. In particolare nutre e rafforza l’organismo rifornendolo di calcio, vitamina D e un determinato tipo di collagene. In generale i “farmaci naturali” forniscono all’organismo elementi nutritivi essenziali necessari per il suo corretto funzionamento. Questa azione fisiologica comporta un effetto curativo sulle affezioni derivanti da una carenza dei suddetti principi attivi.

Nel passato l’impiego alimentare del collagene è stato compromesso dalla presenza di composti tossici, chiamati prioni, implicati nella BSE (la cosiddetta “mucca pazza”), ma questo rischio è stato scongiurato con l’adozione di misure rigorose, che ne garantiscono la sicurezza.
Il collagene, assorbito come tale, può causare una reazione autoimmunitaria, ma tale pericolo sussiste solo con la somministrazione parenterale.
Non ci sono dei veri e propri effetti collaterali attribuibili all’uso, più o meno frequente, di collagene fatto salvo una lieve dispepsia e un senso di distensione gastrica; tale disturbo è assolutamente transitorio e tende a risolversi spontaneamente. Il collagene, tuttavia, è controindicato, o va assunto sotto stretto controllo medico, nel caso di insufficienza renale e/o epatica e in tutte quelle condizioni che richiedono una drastica dell’apporto proteico.

Il collagene è una sostanza naturale presente in molti alimenti e non ha effetti collaterali. Consigliamo comunque di consultare sempre il pediatra, anche per stabilire le dosi corrette da somministrare a bambini e ragazzi.

Esiste un prodotto in compresse, Balance stomaco®, specifico per i disturbi gastrointestinali.
Il tipo di idrolisi e la dose di collagene contenuto nelle compresse di Balance stomaco® sono state studiate per avere effetto in quel tipo di disturbi. Per riportare benefici nei disturbi osteoarticolari, o ottenere un effetto nella caduta dei capelli, occorrono dosi alte e un grado di idrolisi che consentano un elevato assorbimento. In questi casi si ricorre alla polvere delle bustine di Supreme ossa e articolazioni® o Supreme capelli, pelle, unghie®.

Siamo lieti di rispondere alla sua domanda che riguarda un aspetto di grande interesse medico e scientifico.
Il collagene è la principale proteina dell’organismo, ma anche soggetta ad una usura continua che il nostro corpo compensa rigenerandola al proprio interno. Le materie prime necessarie per questa rigenerazione sono aminoacidi, che in parte l’organismo produce al proprio interno, in parte provengono dagli alimenti. Il problema è che il collagene nativo d’origine alimentare è scarsamente digeribile, al punto che la legge ne limitava il contenuto negli alimenti preparati industrialmente, ritenendolo, al pari della crusca dei cereali, di scarso valore nutrizionale. È stata la ricerca italiana a risolvere questo problema ricorrendo ad un collagene idrolizzato in maniera mirata, che è quello presente nei due prodotti da lei citati. Lo studio relativo è descritto in un brevetto internazionale dal quale traggo il grafico che trova in allegato.
Diverso è il discorso delle proprietà curative e preventive di questo collagene, riconducibili all’effetto “nutrizionale” che ne consente la rigenerazione da parte dell’organismo. La sua efficacia è attestata da una rigorosa documentazione scientifica.

Tra i filoni di ricerca della HEALTH For LIFE ci sono anche i problemi relativi alle forme di anemia, ma al momento non abbiamo ancora sviluppato un prodotto specifico.

Tra i filoni di ricerca della HEALTH For LIFE ci sono anche i problemi relativi alla disfunzione erettile, ma al momento non abbiamo ancora sviluppato un prodotto specifico.

Molti lavori scientifici riportano che l’uso giornaliero di collagene idrolizzato assunto quotidianamente per via orale a dosi di 100 mg per kg di peso corporeo (7 g al giorno per un soggetto di circa 70 kg), ha avuto un effetto documentato sul grado di elasticità della pelle e sull’idratazione. Fra i prodotti SBM, Supreme capelli, pelle, unghie® è quello studiato appunto per ripristinare le condizioni fisiologiche della pelle, oltre che di capelli e unghie.

Nessuno dei nostri prodotti contiene zuccheri o derivati, tuttavia si consiglia di avvertire il proprio medico curante che si sta assumendo un prodotto contenente edulcoranti di sintesi.

Per il processo di lavorazione, l’origine e la composizione, pur non riportando la dicitura gluten free, nessuno dei nostri prodotti contiene glutine. Pertanto tutti i nostri prodotti possono essere assunti tranquillamente dai celiaci.

Le maggiori agenzie internazionali in materia (EFSA – Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, IARC – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro e FDA – Food and Drug Administration) hanno effettuato analisi su larga scala di tutti gli studi disponibili, da cui è emerso che l’aspartame e i suoi prodotti di degradazione sono sicuri per il consumo umano fino alla dose giornaliera di 40 mg/Kg di peso corporeo/die e che la saccarina è sicura fino alla dose di 15 mg/Kg di peso corporeo/die.
In merito ai tre principali prodotti di degradazione dell’aspartame (fenilalanina, acido aspartico e metanolo), l’EFSA afferma che la fenilalanina è un aminoacido che costituisce le proteine presenti in molti alimenti. È nota la sua tossicità a livelli di assunzione elevati, in particolare per il feto in via di sviluppo in donne affette dalla patologia detta fenilchetonuria (PKU). Il metanolo è presente in alimenti quali frutta e verdura e viene anche prodotto naturalmente dall’organismo. Diventa tossico in caso di esposizione estremamente elevata, ad esempio in seguito al consumo di alcuni liquori distillati in casa. Il metanolo derivante dall’aspartame rappresenta una piccola percentuale dell’esposizione totale al metanolo da tutte le fonti. L’acido aspartico è un aminoacido che si trova nelle proteine. L’organismo può convertire l’acido aspartico nel glutammato, che a livelli molto elevati può avere effetti nocivi sul sistema nervoso. Gli esperti dell’EFSA, tuttavia, non hanno osservato evidenze di neurotossicità associata all’aspartame e hanno concluso che l’acido aspartico derivato dall’aspartame non desta timori per la sicurezza dei consumatori.
Va ricordato insomma un principio base della medicina: è la dose che fa il veleno. Anche in alimenti comuni (pomodori, patate e altri vegetali commestibili) sono presenti sostanze genotossiche, ma proprio per la loro bassa quantità non si rivelano dannose per l’organismo.

Detto tutto ciò, resta la domanda: perché usare edulcoranti di sintesi invece che zuccheri naturali?
La scelta, che a prima vista sembrerebbe banale, ha dovuto tenere in considerazione da un lato le persone affette da diabete, dall’altro il problema del sovrappeso, una condizione diffusa e con conseguenze negative ben più importanti rispetto all’assunzione di dosi minime di edulcoranti.
La formulazione dei prodotti è stata quindi decisa tenendo conto anche di queste esigenze specifiche, che non sono in conflitto con quelle delle persone sane.
Si tratta quindi sempre di scelte molto complesse, in cui occorre tenere conto di molteplici fattori e vincoli tecnici, ed in cui in ogni caso la tutela dei pazienti, sotto i diversi profili dell’efficacia dei prodotti, della loro sicurezza e della loro accessibilità dal punto di vista economico, restano sempre la nostra priorità.

L’origine naturale non è affatto di per sé una garanzia di sicurezza. Nel caso particolare noi riteniamo, in scienza e coscienza, che la Stevia non fornisca ancora garanzie adeguate o, comunque, paragonabili a quelle fornite dagli studi e collaudi internazionali condotti sugli edulcoranti da noi impiegati.

Non ci sono complicazioni nel trattamento del morbo di Dupuytren con la collagenasi, può trovare altre informazioni in merito in questo link:
http://www.notiziariochimicofarmaceutico.it/2016/03/12/collagenasi-per/
Le consigliamo tuttavia di parlarne con il suo medico di base, che la segue da vicino e potrà indicarle la cura migliore per la sua patologia.
Riguardo invece ai prodotti HEALTH For LIFE , che sono tutti a base di collagene, nessuno di essi contiene zuccheri o derivati, tuttavia si consiglia di avvertire il proprio medico curante che si sta assumendo un prodotto contenente edulcoranti di sintesi. Nessuna controindicazione, invece, in caso di ipertensione.
Non ci sono rischi nell’assunzione degli integratori prodotti da HEALTH For LIFE , perché sono tutti integratori alimentari frutto di lunghi studi e sperimentazioni scientifiche, fornito di regolare brevetto. Tutte le materie prime che compongono i nostri prodotti sono documentate da certificati di analisi.

È consigliato assumere solo Supreme ossa e articolazioni® o solo Supreme capelli, pelle, unghie® nello stesso periodo di tempo: una dose raccomandata al giorno di uno solo di questi due prodotti (quindi non più di 7 g di collagene al giorno). Questo perché non c’è beneficio comprovato scientificamente dato dall’assunzione di entrambi i prodotti nello stesso giorno.
Il collagene è stato usato fino a dosi giornaliere di 20 grammi, ma solo in patologie gravi a carattere autoimmunitario.
Gli studi clinici riguardanti il suo impiego in patologie osteoarticolari riportano l’efficacia a dosi comprese tra 7 e 10 grammi al giorno. Questa è l’indicazione che si ricava dalla letteratura scientifica disponibile.
Tenendo conto di questo dato le possiamo consigliare l’assunzione di Supreme ossa e articolazioni® (1 assunzione al giorno, prima o durante la colazione) come trattamento di base, con l’aggiunta, preferibilmente la sera prima dell’addormentamento o in caso di necessità, di una compressa di Balance stomaco®.
Si può associare Supreme ossa e articolazioni® (o Supreme capelli, pelle, unghie®) a Supreme Pelle®, perché il secondo è un gel che prevede un’applicazione topica a basso contenuto di collagene.
Le consigliamo quindi una assunzione di Supreme ossa e articolazioni® oppure di Supreme capelli, pelle, unghie® ogni giorno. Può tranquillamente decidere di assumere per un periodo Supreme ossa e articolazioni® e, una volta terminato un ciclo di 3 mesi, utilizzare Supreme capelli, pelle, unghie®.
Poi potrà decidere quale dei due le ha riportato maggiori benefici e indirizzarsi su quello.